laboratorio di progettazione coordinata e integrata

1987 – Napoli, Nuova piazza di Fuorigrotta (realizzazione nel 1990)

1987 – Napoli, Nuova piazza di Fuorigrotta (realizzazione nel 1990)

TYPE public open spaces / innovative typologies
CLIENT Infrasud Progetti / Comune di Napoli
YEAR 1988 concept and detailed design
REALIZATION 1990 1st. stage
VIDEO Facciamo Piazza Pulita, regia di Marina Vergiani, Bsketch, Firenze 1987.
AWARDS 1991 Premio Aragonese
EXHIBITION
2002 Bologna SAIE – Costruire sostenibile l’Europa
2000 Siviglia Pica Ciamarra Associati – Architettura e clima
1998 Certosa di Padula Barocco e Mediterraneo Ministero per i BB.AA.CC
1997 Milano Triennale, Palazzo dell’Arte
Le architetture dello spazio pubblico
1987/90 Pica Ciamarra Associati – Architettura per i luoghiMoving to: Roma, Dublin, Paris, Rio de Janeiro,
San Paolo, Bruges, Lanciano Premio Tercas

DESCRIPTION
L’assegnazione dei mondiali ci calcio del 1990 all’Italia determina interventi di ristrutturazione degli stadi, sedi delle gare sportive, con le relative aree di pertinenza. E in quest’ottica che la Italstat, concessionaria del Comune di Napoli, affida l’incarico del riassetto degli spazi esterni, con una nuova strada in sottovia e un sistema interrato di parcheggi, dell’impianto partenopeo del San Paolo procedendo, pertanto, al ridisegno di piazzale Tecchio, suo largo di accesso. È questo uno grande vuoto di risulta poco significativo delimitato a ovest dalla Mostra d’Oltremare di Marcello Canino e dall’Istituto Motori del CNR, a sud dalle stazioni Campi Flegrei e della Cumana, a est dalla facoltà di Ingegneria di Luigi Cosenza, a nord dallo stadio di Carlo Cocchia. Obbiettivo prioritario della proposta è definire una nuova centralità urbana, uno spazio pedonale di riconnessione fra episodi architettonici di indubbio valore e al pari un nodo di mobilità costituito dalle preesistenti stazioni ferroviarie e dalla preventivata articolazione viaria in sottosuolo di progetto con i suoi parcheggi. Genesi e matrice del disegno della piazza sono date dall’Istituto Motori del CNR. È, infatti, la sua passerella d’ingresso proiettata come segno planimetrico nello spazio urbano che, nel collegare nel suo ideale prolungamento l’atrio dell’edificio con quello del Politecnico, fissa la direzione fondamentale su cui si imposta la nuova piazza pavimentata in legno.

Questa si configura secondo la geometria di un triangolo equilatero di 120 metri di lato che, inverando una figura dinamica polidirezionata, si incunea fra le preesistenze reintegrandole spazialmente. Riferimento alle macchine settecentesche delle feste popolari napoletane, i suoi vertici sono segnati da tre “obelischi” alti 40 metri. Diversamente trattati nei materiali assumono significati distinti introducendo nelle plurime istanze ideative anche valori immateriali legati alla storia e all’ambiente locale. In legno lamellare la “torre del Tempo e dei Fluidi”, simbolo delle energie naturali e di un motivo “ecologico” del progetto, è una meridiana con una meccanismo sonoro azionato dal vento ed una vela rigida schermo per i raggi laser emessi dalla “Torre della Memoria”. In pietra e ferro, questa costituisce un grande periscopio attraverso cui potere osservare il mare e la città storica. La “torre dell’Informazione”, in alluminio, ripercorre l’evolversi dei sistemi informativi con antenne paraboliche ed un grande video-wall collegati da fibre ottiche alla radio ed agli altri monitor sulla piazza. Alla base, un tamburo con scritte rotanti ed un touch-screen. Altro elemento caratterizzante l’intervento è sul lato nord del triangolo una gradonata in mattoni – stimolo per la sosta godendo dell’esposizione al sole – che segna lo spazio urbano permettendo di giungere ad un ulteriore piazza in quota che, delimitata dal portico di accesso allo stadio, copre il parcheggio e la viabilità in sottosuolo.

La gradonata, inoltre, scende ripidamente a ovest in piani inclinati variamente orientati e lavorati in filari in aggetto di mattoni costituendo una fontana la cui acqua, incanalandosi fra le pieghe della piazza, si “frantuma” in molteplici rivoli, azionati da celle fotovoltaiche, acuendo il suono della cascata. Il suolo della piazza, così, si “anima” intrecciando materiali e segni differenziati: l’acqua, le linee della meridiana in pietra come i circoli che segnano le ore, il legno della pavimentazione, il prato. Un ordito variegato che nel riprendere «elementi al contorno e soluzioni proprie della città storica articola sensazioni tattili ed olfattive diverse, consente di distinguere il rumore dei passi, di usare diversamente spazi e oggetti, determina possibilità di appropriazione». Tutto quindi contribuisce ad articolare uno spazio dalla forte valenza pubblica e civica, capace di accogliere e al pari esortare usi alternativi, di coinvolgere la cittadinanza rinnovandone le consuetudini in accordo con un sentimento ancorato nella storia e tradizione locale.

PROJECT BIBLIOGRAPHY
– Pica Ciamarra Associati Architettura e progetti, saggi di Giovanni Klaus Koenig, Giancarlo De Carlo, Bruno Zevi, Manfredi Nicoletti, Pino Scaglione, André Schimmerling, Massimo Locci, catalogo della mostra In/Arch 1987, Arnaldo Mondadori / De Luca Edizioni D’Arte, Milano / Roma 1988, pp. XXXI-XXXIII, 78-83.
– Alberto Cannetta, Philippe Vernier, Un’area di ricerca a Napoli, in <l’Arca>, 26, aprile 1989, pp. 72-73.
– Rino Romano, Progettare Napoli secondo Pica Ciamarra, in , n°12, 1989, pp. 6-9.
– Bruno Zevi, Un’esposizione universale per ritrovare Napoli, in L’Espresso, 22 ottobre 1989, p.122.
– Corrado Beguinot, Piazzale Tecchio, in , n°12, ISPI Editore, Napoli 1990, pp. 14-16.
– Aldo Maria di Chio, Una piazza per la città, in , n°39, luglio-settembre1990, pp. 82-85.
– Fuorigrotta: un cantiere decostruito, in <Architetti-Società>, n°7, 1990.
– Nuovo centro per un cuore antico, , n°2 febbraio 1990, pp. 12-15.
° Piazza, regia di Marina Vergiani, Bsketch, Firenze 1990.
– Massimo Pica Ciamarra, Piazzale Tecchio – La piazza volta pagina, in , n°12, ISPI, Napoli 1990, pp. 18-20.
– Carla Giusti – Una piazza a Napoli, in , n. 5, 1991.
– Marina Campagna, Francesco Melaragni, La sistemazione di piazzale Tecchio a Napoli, in , n. 21, 1991, pp. 196-199.
– M. Maulazzani, Sergio Polano, Guida all’Architettura italiana del Novecento, Electa, Milano 1991, pp. 490-491.
– Pica Ciamarra Associati, Napoli, La nuova Piazza di Fuorigrotta, in , V°quaderno, edizioni Over, Milano 1991, pp. 74-89.
– Clara Wick, La dialettica degli intrecci, in <l’Arca>, n. 46, febbraio 1991, pp. 88-93.
– Die phantasten von Neapel, in , n. 3, 1991.
– Die neue Piazza von Fuorigrotta, in < Bauwelt>, febbraio 1991, pp. 8-12.
– AA. VV., Architecture sur la place / Immateriel sur la Place, , 3-4, 1992.
– A square, what is it?; video, regia di Marina Vergiani per l’Olimpiàda Cultural, Barcellona (italiano / inglese), IGC, Roma, 1992.
– Luciana de Rosa, Massimo Pica Ciamarra, Un edificio ed una Piazza, in , n°59, 1992, pp. 102-113.