laboratorio di progettazione coordinata e integrata

2009 – La Spezia, riqualificazione architettonica e artistica di Piazza G. Verdi

2009 – La Spezia, riqualificazione architettonica e artistica di Piazza G. Verdi

TYPE parco archeologico
CLIENT comune di La Spezia
YEAR 2009 concorso
PROJECT con Michelangelo Galeota, Roccatelier Valeria Scandellari consulenza storica “Soggetto artista visivo” Riccardo Dalisi, Ornella Cavallo collaboratore artistico

DESCRIPTION
Il senso della proposta è la trasformazione di una piazza da attraversare in una piazza da vivere; nata come slargo sulla direttrice urbana, oggi automobilistica, parallela al mare, sottolineata dai pini che ne segnano l’asse centrale, piazza Verdi viene riproposta come spazio urbano unitario arricchito da attività, sensazioni, emozioni: un grande “bassorilievo” monomaterico e complesso articolato sulle lievi differenze di quota esistenti lungo il perimetro ed esaltate dal nuovo disegno. La Piazza si articolerà in sub-spazi, alcuni antistanti i locali commerciali, bar, attrezzature di servizio, arredati da tavolini, ombrelloni, riscaldatori, ecc.

Le sculture (legate in un sistema ed in un racconto continuo) definiscono lo spazio dell’acqua, quello del verde e, sui lati lunghi, spazi per stare, nei quali gli arredi mobili curati dagli esercenti si fonderanno con gli arredi fissi in un gioco continuo di colori, usi, movimento. Nella parte centrale, verso il mare, la presenza della scuola suggerisce uno spazio libero e percorribile, per gli studenti, all’interno del quale un segno nel bassorilievo monocromo che caratterizza l’intera piazza ricorda la presenza del colle dei Cappuccini, segno della memoria storica del processo di formazione della città: alto ca 150 cm, è sagomato in tre gradoni raccordati alle pendenze circostanti e, nella parte alta, da un piano inclinato con pendenza lieve fino alla strada / acqua retrostante. La piazza Verdi del terzo millennio con le sue increspature marmoree e di acciaio vuol rappresentare “la battigia del mare di La Spezia che incontra la sua collina“.